Lettera ai non-ansiosi

2020-09-21 07:36:31

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Cari non-ansiosi,

noi ansiosi lo sappiamo: anche voi avete i vostri problemi, le vostre preoccupazioni e sfide di tutti i giorni. Ci mancherebbe.

Avete anche però una grande fortuna, quella di non sapere come ci si senta esattamente quando si vive in un quasi costante stato di ansia.

Ogni piccola paura, ogni ostacolo, ogni sguardo ricevuto di traverso, ogni discussione poco felice, ogni disagio, si può potenzialmente trasformare in un ostacolo, in una sensazione che ti prende mente, corpo e cuore, in un battito che si fa sentire di più, in mani che sudano, in un vortice di pensieri che annebbiano tutto ciò che hai davanti e attorno a te. Persone che ti amano comprese.

Le persone ansiose sono spesso, purtroppo, delle incomprese. Chi sta accanto ad una persona ansiosa, se non ha esperienza diretta con questo genere di problema, non comprende come ci si possa sentire.

E questo, purtroppo, porta gli ansiosi a sentirsi anche soli, spesso anche a non sentirsi accettati.

Noi ansiosi lo sappiamo che comunque ci volete bene. È che veramente... non potete capire. 

A volte ci ferite anche, lo sapete? Può essere con un: "ma smettila di fare l'ansioso, cerchi solo attenzioni", oppure con un "ora calmati, puoi farcela". 

Il punto è che non "facciamo" gli ansiosi, lo siamo. E sì, lo sappiamo che possiamo farcela. Perché ce l'abbiamo sempre fatta. Questo non vuol dire però che in quel momento non abbiamo bisogno di supporto.

A volte non proferire parola è la soluzione, perché nei momenti nei quali siamo in ansia, le parole, anche le più "innocue", possono trasformarsi in coltelli.

Cari amici non-ansiosi, non l'abbiamo scelto noi di avere l'ansia. È una condizione che spesso e volentieri ereditiamo e spesso non sappiamo nemmeno perché ci sentiamo in questo modo e, questo, concorre a farci diventare ancora più ansiosi.

Cari non-ansiosi, non etichettateci come "poveretti" o "deboli". Non abbiamo bisogno né della vostra compassione, né del vostro giudizio. Abbiamo bisogno solo di comprensione. A volte basta solo un abbraccio, muto. Oppure due orecchie e due occhi pronti ad ascoltarci, a darci la loro presenza. Quella vera. Quella sulla quale puoi contare.

Non abbiamo bisogno che qualcuno ci propini soluzioni. Quelle adatte a noi, con calma, siamo in grado di trovarle anche da soli. 

Come detto la presenza, quella vera, quella genuina, è spesso tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Credeteci, con la nostra ansia non vogliamo attenzioni. Anzi, vi assicuriamo che spesso vorremmo sotterrarci per come ci sentiamo.

Credeteci, anche a noi piacerebbe come per magia rilassarci al vostro "ma dai, rilassati!", dormire al vostro "ora chiudi gli occhi, dimentica tutto e dormi", rilasciare dal cuore un mattone al vostro "ma dai che andrà tutto bene, di che ti preoccupi sempre? Non esagerare".

Ma "semplicemente" soffriamo d'ansia. Chi più, chi meno. Chi per una questione, chi per un'altra.

L'ansia non è mai uguale. Le sensazioni cambiano.

Ci sono giorni che sembrano più luminosi, e nel bel mezzo di un'attività rigenerante e positiva ti piomba addosso un nuvolone nero che inghiottisce tutta la tua capacità di pensare.

Ci sono giorni dove, mentre stai facendo le pulizie di casa, ti giungono alla mente i pensieri più assurdi senza che neanche tu capisca il perché.

Ci sono momenti nei quali improvvisamente ti ritrovi in testa immagini che incutono timore e sensazioni che destabilizzano tutto il corpo.

Cari amici non-ansiosi, abbiate pazienza, ma soprattutto presenza e comprensione.

Non vi chiediamo di "fare" nulla, solo comprendere che la nostra mente non funziona come la vostra e che il nostro cuore è spesso in tumulto per questioni diverse dalle vostre, questioni che a voi possono sembrare un "nonnulla".

Cari amici non-ansiosi, la prossima volta che vi ritrovate con uno di noi in condizioni ansiose, accogliete ciò che prova a cuore aperto, senza giudizio, senza provare "pena", con presenza.

Cari amici non-ansiosi... grazie.

© Elisa Maiorano Driussi, www.elisamaioranodriussi.com

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